Neurologia

La neurologia è la branca specialistica della medicina che studia le patologie del sistema nervoso centrale (cervello, cervelletto, tronco encefalico e midollo spinale); del sistema periferico somatico (radici e gangli spinali, plessi e tronchi nervosi) e del sistema nervoso periferico autonomo (gangli simpatici e parasimpatici, plessi extraviscerali e intraviscerali).

Fino agli anni settanta in Italia la trattazione delle malattie del sistema nervoso includeva in un unico “corpus” sia le patologie della mente sia le patologie “organiche”, per cui la disciplina allora professata era definita “neuropsichiatria”.

Anche in seguito alla riforma ispirata da Franco Basaglia, i due ambiti vennero articolati, scientificamente, clinicamente e didatticamente, in neurologia e psichiatria. In tutto il mondo i due ambiti di studio sono solitamente praticati separatamente, indipendentemente dall’esperienza italiana, soprattutto per l’enorme mole di dati e conoscenze che entrambi hanno accumulato negli ultimi 50 anni, e per cui risulta ormai difficile condensarli in un solo ciclo di insegnamento.

Le malattie del sistema nervoso vengono distinte sia in base all’anatomia sia in base all’etiopatogenesi.

Storia

Nel Mesolitico, intorno al 10000 a.C., veniva praticata la pratica della trapanazione del cranio.

Nel papiro egizio di Edwin Smith vi sono i più antichi riferimenti alle funzioni e alle malattie del sistema nervoso.

In Grecia Ippocrate di Coo è il primo che stacca la disciplina medica dalla visione magica e religiosa dominante fino a quel periodo. Nell’opera Il morbo sacro descrive l’epilessia.

Galeno, nel II secolo d.C., descrive sette paia di nervi cranici.

Dal Medioevo al XVIII secolo

Andrea Vesalio, nel De humani corporis fabrica nega l’esistenza della rete mirabile e rappresenta numerose strutture tra cui il talamo e i plessi coroidei.

Nel XVII secolo Thomas Willis nel Cerebri Anatome fornisce una dettagliata descrizione del sistema nervoso. Classifica i nervi cranici in dieci paia e descrive l’accessorio spinale. Individua le anastomosi presenti alla base cranica, che formano il poligono di Willis.

Nel XVIII secolo Domenico Mistichelli osserva l’incrocio bulbare delle vie piramidali e Giovan Battista Morgagni descrive l’idrocefalo, i tumori cerebrali e la paralisi cerebrale.

Robert Whytt indaga invece il riflesso pupillare alla luce.

Età contemporanea

Nel XIX secolo Paul Broca localizza il centro motorio del linguaggio (area di Broca).

Theodor Schwann individua la guaina mielinica che riveste le cellule nervoso e Camillo Golgi introduce il metodo di colorazione mediante impregnazione argentica, che consente di visualizzare delle nitide immagini del neurone.

James Parkinson fornisce la prima descrizione della malattia che da lui prende il nome, la malattia di Parkinson.

Nella scuola francese Jean-Martin Charcot descrive le placche caratterizzanti la sclerosi multipla e studia la sclerosi laterale amiotrofica.

Alois Alzheimer riporta la prima descrizione clinica della demenza presenile.

Nel XX secolo vengono introdotti i raggi X da Wilhelm Roentgen e in campo diagnostico si ha una rapida evoluzione della tecnologia terapeutica tramite l’introduzione della tomografia assiale computerizzata (TAC), della tomografia a emissione di fotone singolo (SPECT), la tomografia a emissione di positroni (PET) e la risonanza magnetica nucleare (RMN).

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